STATUTO DI ASSOCIAZIONE

Art. 1 Denominazione, sede e durata

È costituita, sulla base dell’esperienza maturata nel settore dell’addestramenti cinofilo l’Associazione “ISTITUTO ITALIANO SICUREZZA CINOFILA” (di seguito “Istituto”), con sede legale in Bologna, via Castiglione, n.4.

L’Istituto è una libera associazione privata senza fini di lucro, ha durata illimitata, salvo i casi di scioglimento e liquidazione di cui all’art. 22.

Art. 2 Scopo e Finalità

2.1 – L’Istituto sviluppa iniziative di utilità sociale, volte a promuovere le migliori condizioni di libertà e sicurezza, reali e percepite, per tutte le persone presenti sul territorio nazionale, senza distinzione di ceto, etnia, sesso e religione.

2.2 L’Istituto promuove la cultura della sicurezza dell’individuo attraverso l’educazione/addestramento del Cane affinché quest’ultimo sia equilibrato, non aggressivo e capace di comprendere e discriminare le situazioni pericolose.

2.3 Obiettivo dell’Istituto è promuovere il metodo “Mind Security Dog”, attraverso lo studio continuo di modalità, metodologie e strategie idonee per far acquisire al Cane e al conduttore/proprietario una sempre maggiore capacità socio-intellettiva e relazionale.

2.4 L’Istituto intende sviluppare la cultura della sicurezza raggiunta attraverso l’impiego del Cane, coadiuvando il proprietario/conduttore anche nella sua crescita, trasmettendo il rispetto del prossimo e lottando contro ogni forma di sopruso violento e autoritario.

2.5 L’Istituto promuove iniziative di formazione per insegnare e sviluppare un sistema integrato di sicurezza delle città e del territorio fondato su azioni di prevenzione, contrasto e riparazione dei fenomeni di criminalità e inciviltà con l’utilizzo di un Cane addestrato ed equilibrato.

2.6 L’Istituto intende inoltre promuovere e sviluppare la cultura della sicurezza intesa come corretto inserimento del Cane in un contesto altamente urbanizzato, attraverso la prevenzione di incidenti e sanzioni che abbiano come protagonisti negativi i Cani (a titolo di esempio, prevenzione dalle aggressione a bambini con ferite tali da provocarne il decesso o gravi amputazioni).

2.7 L’associazione è apolitica e opera senza scopo di lucro, con finalità educative, formative, sociali e ludico-sportive agonistiche e non, ricreative, culturali, solidaristiche, editoriali nell’ambito della cinofilia, dell’ecologia, del rapporto essere umano-essere animale.

Art. 3 Azioni

L’Istituto Italiano Sicurezza Cinofila si propone di:

  1. a) rappresentare una sede di confronto tra le istituzioni, gli enti ed i privati, al fine di elaborare istanze unitarie e condivise per aumentare la sicurezza dell’individuo e la tutela degli animali;
  2. b) diffondere la cultura del rispetto in coloro che sono interessati al miglioramento continuo dell’ambiente in cui vivono e sono desiderosi di inquadrare il proprio percorso personale e professionale in un progetto più ampio di società sicura attraverso la cooperazione con il cane;
  3. c) realizzare iniziative e diffondere studi e ricerche sui temi connessi alla sicurezza, con particolare riferimento a quei profili di educazione e rispetto sociale sempre più compromessi da violenza e criminalità;
  4. d) contribuire al e stimolare il processo legislativo italiano e comunitario in materia di sicurezza dell’individuo con l’adozione di soluzioni di semplice applicazione pratica e di maggiore efficienza per il settore pubblico, privato e professionale, anche in sede di adeguamento alle direttive comunitarie;
  5. e) svolgere qualsivoglia altra attività che, direttamente e/o indirettamente, afferisca agli scopi di cui al presente articolo.

Art.4 Requisiti degli Associati

4.1 L’Istituto Italiano Sicurezza Cinofila è aperto a tutte le persone fisiche e giuridiche interessate alla cultura della sicurezza cinofila, nonché in possesso di specifiche conoscenze tecnico scientifiche con particolari esperienze professionali o dimostrando interesse nella materia oggetto dell’Istituto.

4.2 In caso di domanda di ammissione presentata da minorenni o da persone sottoposte a tutela, la stessa sarà ritenuta valida solo se convalidata rispettivamente dall’esercente la potestà o dal tutore.

Art. 5 Categorie di Associati

All’interno dell’Istituto gli “Associati” si distinguono per le seguenti categorie:

– Associati fondatori: persone fisiche che sono intervenute alla costituzione dell’Istituto e abbiano provveduto a dotarla di uno specifico patrimonio di dotazione iniziale.

La loro appartenenza all’Istituto è a carattere perpetuo e hanno diritto di voto.

Sono Associati fondatori coloro che ne hanno sottoscritto l’atto costitutivo.

– Associati ordinari: persone fisiche e giuridiche, quali enti pubblici e privati, istituti, società, aziende, associazioni in possesso dei requisiti di cui all’art. 4 che, riconoscendosi nelle finalità dell’Istituto, ne fanno richiesta e la cui domanda di ammissione è eventualmente accolta dal Consiglio Direttivo entro trenta giorni dalla richiesta di associazione.

Le persone giuridiche e gli enti privi di personalità giuridica partecipano all’attività istituzionale dell’Istituto tramite il loro legale rappresentante o un delegato all’uopo designato, purché non risulti associato dell’Istituto a titolo individuale.

La partecipazione di Università, Centri Culturali, Cliniche veterinarie, Associazioni con scopi e finalità compatibili con l’Istituto potrà avvenire anche mediante la messa a disposizione temporanea ed a titolo gratuito a favore dell’Istituto di propri spazi o di ricercatori o collaboratori scientifici; in tal caso tali enti potranno essere esentati dal contributo sociale con delibera del Consiglio direttivo.

La partecipazione degli associati ordinari all’Istituto Italiano Sicurezza Cinofila ha durata annuale (1 gennaio – 31 dicembre), tacitamente rinnovabile salvo diversa deliberazione del Consiglio Direttivo, o recesso, ed è subordinata al regolare versamento della quota annuale che di volta in volta verrà fissata dal Consiglio Direttivo entro l’ultimo trimestre dell’anno precedente.

Gli associati ordinari hanno diritto di voto, purché in regola con il pagamento delle quote associative, e sono eleggibili alle cariche sociali;

– Associati sostenitori: persone fisiche o giuridiche che collaborano alla promozione dell’Istituto e della sua attività, ovvero, erogano servizi di supporto o un contributo economico sociale annuale stabilito dal Consiglio Direttivo nell’ultimo trimestre dell’anno precedente. Gli Associati sostenitori non hanno diritto di voto e non sono eleggibili alle cariche sociali.

L’ammissione degli Associati sostenitori avviene a giudizio insindacabile e non motivato del Consiglio Direttivo ed ha durata annuale tacitamente rinnovabile.

Art. 6 Decadenza dell’Associato

Dalla qualità di associato si decade quando:

  1. a) non si ottemperi alle disposizioni del presente statuto o alle deliberazioni degli organi sociali;
  2. b) per gli associati ordinari, sia stato omesso il pagamento della quota annuale dopo due mesi dalla scadenza fissata dal Consiglio Direttivo;
  3. c) in qualunque modo si siano tenuti comportamenti che possono arrecare danno anche all’immagine dell’Istituto Italiano Sicurezza Cinofila;
  4. d) che ponga in essere comportamenti contrari al rispetto dell’animale quale essere senziente, come definito dall’art. 13 del Trattato di Lisbona, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, C 306, il 17 dicembre 2007 e comportamenti contrari alle norme nazionali e regionali a tutela del benessere animale come enunciato dalla Legge Regione Emilia Romagna 29/3/2013 n.3.

La decadenza è deliberata dal Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta dei membri ed è portata a conoscenza dell’associato tramite raccomandata con avviso di ricevimento o per posta elettronica certificata.

Gli associati decaduti non possono chiedere la divisione del patrimonio sociale né pretendere la restituzione delle quote associative.

Art. 7 Recesso dell’Associato

Il recesso può esercitarsi in ogni tempo, con preavviso di trenta giorni, mediante comunicazione al Consiglio Direttivo fatta pervenire con lettera raccomandata con avviso di ricevimento presso la sede o mediante comunicazione per posta elettronica certificata all’indirizzo dell’Istituto.

La perdita della qualità di associato comporta la rinuncia ad ogni diritto sul patrimonio dell’Istituto e non esonera dal pagamento delle quote annuali, non frazionabili, dovute sino al momento della sua efficacia.

Art. 8 Diritti e doveri degli Associati

Tutti gli associati hanno diritto a:

  1. a) partecipare alle attività sociali;
  2. b) formulare proposte progettuali;
  3. c) usufruire dei servizi offerti dall’Istituto;
  4. d) ricevere copia delle pubblicazioni periodiche edite dall’Istituto.

Ciascun associato è tenuto a versare la quota associativa annuale che è intrasmissibile – ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte – e non rivalutabile.

Tutti gli associati devono tutelare gli interessi e le finalità dell’Istituto, diffondere quanto più possibile i valori di cui l’Istituto si fa promotore, comunicare agli altri membri l’eventuale partecipazione ad attività esterne a quelle dell’Istituto.

I progetti ideati o realizzati dall’Istituto sono di esclusiva proprietà dell’Istituto e possono essere trasferiti o utilizzati da terzi solo previa autorizzazione del Consiglio Direttivo.

Art. 9 Gratuità delle prestazioni

Le prestazioni degli associati sono volontarie ed a titolo gratuito.

Resta salva la facoltà dell’Istituto di avvalersi, per il raggiungimento dello scopo associativo, di prestazioni di lavoro dipendente o di lavoro autonomo rese dai propri associati o da non associati.

La decisione sull’eventuale assunzione di personale dipendente o sulla collaborazione di prestatori di lavoro autonomo è di competenza del Consiglio Direttivo.

Art. 10 Patrimonio sociale e mezzi finanziari

L’Istituto trae i mezzi per finanziare la propria attività da:

  1. a) patrimonio messo a disposizione dagli Associati fondatori;
  2. b) quote d’ingresso e contributi annuali degli associati ordinari;
  3. c) donazioni, elargizioni, lasciti o contributi di persone, società, enti pubblici e privati nazionali e internazionali;
  4. d) proventi di iniziative attuate e/o promosse dall’Istituto;
  5. e) partecipazione diretta o indiretta, autonoma o subordinata a progetti e finanziamenti nazionali e/o comunitari.

Art. 11 Obbligazioni

Ai sensi dell’articolo 38 del Cod. Civ. delle obbligazioni assunte con i terzi risponde il patrimonio dell’Istituto nonché, personalmente e solidalmente, le persone che hanno agito in nome e per conto dell’ente associativo.

Art. 12 Organi sociali

Sono organi dell’Istituto:

  1. a) l’Assemblea degli associati;
  2. b) il Consiglio direttivo;
  3. c) il Presidente;
  4. d) il Vice Presidente;
  5. d) il Segretario;
  6. f) il Tesoriere.

Art. 13 Assemblea degli Associati

13.1 L’Assemblea è costituita da tutti gli associati. Le persone giuridiche e gli enti privi di personalità giuridica partecipano all’Assemblea per mezzo dei loro legali rappresentanti o di persona da questi legittimamente delegata.

13.2 L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Istituto ed è convocata dallo stesso in via ordinaria almeno una volta l’anno, in qualunque luogo purché sul territorio dell’Unione Europea, per l’approvazione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo dell’anno precedente, per la destinazione degli avanzi di gestione o per deliberare in ordine alla copertura di eventuali disavanzi; è inoltre convocata ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno, ovvero quando ne faccia richiesta un/terzo del Consiglio Direttivo o su richiesta motivata per iscritto di almeno un/quinto degli associati.

13.3 L’Assemblea degli associati è convocata con preavviso di almeno 10 giorni prima, mediante pubblicazione sul sito internet dell’Istituto all’indirizzo www.iisc.it . L’avviso di convocazione tanto in prima quanto in seconda convocazione, deve contenere l’indicazione dell’ordine, del giorno del luogo, della data e dell’ora stabilita per la convocazione.

13.4 L’elettorato attivo e passivo spetta a coloro che risultano associati da almeno 90 giorni prima della data in cui si tiene l’Assemblea.

13.5 Ciascun associato ha diritto ad un voto e può rappresentare per delega un massimo di tre associati. L’Assemblea è validamente costituita sia in prima che in seconda convocazione con la presenza della maggioranza degli associati fondatori e con la presenza della maggioranza degli associati ordinari, e delibera con la maggioranza dei voti degli associati ordinari presenti e con la maggioranza dei voti degli associati fondatori presenti.

13.6 L’Assemblea è convocata in seduta straordinaria per le modifiche statutarie. L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione degli articoli da modificare con il testo delle modifiche proposte.

13.7 Le deliberazione dell’Assemblea, convocata in seduta straordinaria, sono adottate con il voto favorevole di 2/3 (due terzi) degli associati presenti, anche su delega, purché consti il voto favorevole della maggioranza dei fondatori.

Art. 14 Funzioni dell’Assemblea

L’Assemblea si riunisce in seduta ordinaria per deliberare, con il voto favorevole della maggioranza dei presenti, sugli argomenti posti all’ordine del giorno riguardanti l’organizzazione e la gestione dell’Istituto medesima.

L’Assemblea in particolare:

– elegge i componenti del Consiglio direttivo per la durata di un triennio;

– approva il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo, nonché la relazione sull’attività svolta, determinando la destinazione dell’avanzo di gestione o la delibera per la copertura di eventuali disavanzi di gestione;

– delibera sugli indirizzi generali dell’attività dell’Istituto, nonché su tutti gli altri oggetti attinenti la gestione sociale riservati alla sua competenza dallo Statuto, dalla legge o sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo.

Art. 15 Svolgimento dei lavori dell’Assemblea

15.1 L’Assemblea è presieduta dal Presidente o, in mancanza di questo, dal Segretario.

15.2 Il Segretario accerta la regolarità della convocazione e della costituzione dell’Assemblea, il diritto ad intervenire e la validità delle deleghe.

15.3 Dell’Assemblea viene redatto un verbale cartaceo o elettronico da trascriversi entro trenta giorni nell’apposito libro o raccolta elettronica dei verbali delle assemblee che viene firmato dal Presidente e dal Segretario.

Art. 16 Il Consiglio Direttivo

16.1 L’Istituto è diretto ed amministrato da un Consiglio Direttivo composto da un massimo di sette componenti, eletti dall’Assemblea che durano in carica per un triennio.

16.2 Gli associati fondatori hanno la facoltà di nominare sino ad un massimo di quattro componenti, mentre gli altri componenti sono nominati dall’Assemblea tra i canditati proposti dagli Associati ordinari.

16.3 Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Presidente o lo richiedano almeno quattro dei suoi membri.

16.4 Il Consiglio Direttivo è validamente costituito con la presenza, anche attraverso sistemi di audio/video conferenza, della maggioranza dei componenti e le delibere devono essere assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

16.5 Il trattamento economico dei membri del Consiglio Direttivo, compreso il Presidente, è stabilito all’atto della loro nomina; comunque spetta agli stessi il rimborso delle spese documentate inerenti alla loro carica compatibilmente con le disponibilità di cassa.

16.6 Nessun trattamento economico per i componenti del Consiglio Direttivo è previsto per i primi tre anni di vita dell’Istituto.

Art. 17 Funzioni del Consiglio Direttivo

17.1 Il Consiglio Direttivo nomina tra i suoi componenti il Presidente, l’eventuale Vice Presidente, il Segretario ed il Tesoriere dell’Istituto, ed inoltre è suo compito:

  1. a) determinare le attività da svolgere per il raggiungimento dello scopo associativo;
  2. b) deliberare in ordine alla stipula di tutti gli atti e contratti e le convenzioni, i patti, gli accordi inerenti l’attività sociale;
  3. c) sottoporre all’Assemblea dei soci eventuali modifiche da apportare allo statuto;
  4. d) predisporre i regolamenti interni;
  5. e) deliberare in ordine all’ammissione e alla decadenza degli associati;
  6. f) stabilire l’entità del contributo annuale associativo e delle quote di ingresso dei nuovi associati;
  7. g) amministrare il patrimonio dell’Istituto;
  8. h) istituire commissioni o gruppi di lavoro;
  9. i) assistere il Presidente nell’espletamento delle sue funzioni;
  10. l) formulare proposte all’Assemblea;
  11. m) nominare Chapter territoriali coordinati da Ambassador che risponderanno direttamente al Consiglio Direttivo;

17.2 Il Consiglio Direttivo ha i più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione per il conseguimento dello scopo associativo, nulla escluso o eccettuato.

17.3 Le funzioni del Consiglio Direttivo di cui alle lettere a) e b) possono essere delegate al Presidente dal Consiglio Direttivo, fermo restando le funzioni di indirizzo sulle attività dell’Istituto.

17.4 Il Consiglio Direttivo può avvalersi di Responsabili di Commissioni di lavoro appositamente nominati e può essere coadiuvato, per particolari questioni, da esperti con remunerazione preconcordata, in regime di lavoro autonomo e non subordinato.

17.5 Il Consiglio Direttivo può disporre di un fondo per le spese di ordinaria amministrazione, secondo le disposizioni del bilancio preventivo approvato annualmente dall’Assemblea.

Art. 18 Il Presidente

18.1 Il Presidente, nominato tra i componenti del Consiglio Direttivo, rappresenta legalmente l’Istituto nei confronti di terzi ed in giudizio, ed altresì:

– convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio direttivo;

– cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio direttivo;

– formula programmi da sottoporre, una volta approvati dal Consiglio direttivo, al vaglio dell’Assemblea degli associati.

18.2 Il mandato del Presidente ha durata triennale e può essere rieletto.

18.3 L’Istituto formula attraverso il Presidente opinioni motivate pubbliche, ovvero valutazioni, commenti, proposte, pareri, censure, dissensi, su fatti, eventi, situazioni e prassi; su norme, leggi, regolamenti e direttive; su provvedimenti, atti o decisioni amministrative e giudiziarie.

Art. 19 Il Vice Presidente

Il Vice-Presidente sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento oppure in quelle mansioni per le quali venga appositamente delegato.

Art. 20 Il Segretario

20.1 Il Segretario dell’Istituto, nominato tra i componenti del Consiglio Direttivo, resta in carica per la durata del Consiglio direttivo, è incaricato della gestione dell’elenco associati, della direzione delle attività organizzative, culturali e scientifiche secondo le istruzioni del Consiglio Direttivo stesso di cui fa parte.

20.2 Il Segretario detiene e aggiorna su supporto elettronico:

– il libro degli associati;

– il libro dei verbali e delle deliberazioni dell’Assemblea;

– il libro dei verbali e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo.

Art. 21 Il Tesoriere

21.1 Il Tesoriere nominato tra i componenti del Consiglio Direttivo, resta in carica per la durata del Consiglio direttivo, ovvero per un triennio, provvede alla gestione della cassa sociale, nonché effettua i pagamenti e gli incassi su indicazione, ovvero sotto il controllo del Consiglio Direttivo.

21.2 Il Tesoriere redige il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo che sottopone all’approvazione dell’Assemblea.

21.3 I bilanci preventivo e consuntivo devono essere redatti in conformità alle disposizioni di legge, principi contabili e raccomandazioni emanati dagli organi deputati alla loro statuizione.

21.4 I bilanci devono essere depositati presso la sede dell’Istituto almeno otto giorni prima della data di svolgimento dell’Assemblea in prima convocazione.

21.5 L’esercizio amministrativo coincide con l’anno solare e va dal 1/1 al 31/12 di ogni anno.

21.6 È vietata, sotto qualsiasi forma, la distribuzione di utili o di avanzi di gestione durante la vita dell’Istituto a fine esercizio, anche in modo indiretto, salvi i casi previsti dalla legge. Utili e avanzi di gestione saranno invece impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle connesse, anche attraverso la costituzione di riserve vincolate agli anzidetti fini.

Art. 22 Tentativo di conciliazione e Collegio Arbitrale

22.1 Ogni controversia che dovesse insorgere tra l’Istituto e i singoli associati, o tra gli associati medesimi, o tra uno o più di essi e gli Organi Associativi in relazione all’interpretazione, all’applicazione e alla validità dello Statuto e, più in generale, all’esercizio dell’attività dell’Istituto, sarà sottoposta a conciliazione.

22.2 Le parti si impegnano a ricorrere alla conciliazione prima di iniziare qualsiasi procedimento arbitrale.

22.3 In caso di insuccesso della conciliazione, la controversia dovrà essere devoluta dalle medesime parti confliggenti alla decisione di un arbitro nominato dal Presidente del Tribunale competente in riferimento al luogo ove ha sede l’Istituto.

22.4 L’arbitrato sarà rituale e l’arbitro deciderà secondo diritto.

Art. 23 Scioglimento e liquidazione

23.1 Lo scioglimento, necessario o volontario, e la messa in liquidazione dell’Istituto sono deliberate dall’Assemblea in seduta straordinaria con le maggioranze previste all’art. 13 del presente statuto, su proposta del Consiglio Direttivo.

23.2 La liquidazione è affidata ad uno o più liquidatori, nominati dall’Assemblea generale, in conformità alle disposizioni di legge vigenti al momento in cui ad essa si farà luogo.

23.3 L’eventuale attivo netto residuo del patrimonio comune sarà devoluto, su decisione a maggioranza semplice dell’Assemblea, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità aventi analoghe finalità.

Art. 24 Norma di rinvio

Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento agli articoli 36 e ss. Cod. Civ., ed alle vigenti disposizioni legislative in materia.

Art. 25 Norme transitorie

Il Consiglio Direttivo designato nell’Atto Costitutivo durerà in carica sino alla scadenza del secondo triennio, questo al fine di sviluppare l’Istituto nei primi anni di attività.

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